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 | 1.
GLI SNACK-BAR DI MAIOLATI
SONO MOLTO RINOMATI
Siete stanchi, depressi, un po' ... spentini ?
Nella patria di Gaspare Spontini
potrete far degli ottimi spuntini
senza veder spettacoli spintini.
NB - L'ultimo verso
allude al fatto che, anni or sono, una stimabile compagnia di
"disinibiti" teatranti tentò (senza successo) il rilancio del noto spettacolino "Oh, Calcutta!"
partendo proprio da questa ridente cittadina.
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 | 2. All'assessore
alla cultura di Maiolati Spontini, che con squisita cortesia si era
interessato al volumetto "Scusate il bisticcio", l'autore ha
inviato una copia del medesimo con la seguente dedica:
A Lei, compatriota di Spontini,
dedico questi spunti (anzi: spuntini),
spuntati, stinti, stentati, spentini;
castigati, comunque (o, al più, spintini)
P.S. - Altri assessorati
che con analoga sensibilità culturale hanno favorevolmento accolto il
librino umor-enigmistico sono quelli di Ancona, Falconara, Fossombrone
e Ostra Vetere. (Per ora).
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3.
CRONACHE
CALCISTICHE, ESTATE 2003: SCANDALO FIDEIUSSIONI
Si
aggiorna e si
arricchisce la lista dei potenziali epiteti ingiuriosi: <<Ma stia zitto, Lei, fideiussore che
non è altro!>>.
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 | 4.
AESTHETICALLY
CORRECT -
AESTHETICAL CORRECTNESS

Non esistono i belli e i brutti, i belli di qua e i brutti di là.
Esistono, al massimo, i belli e i meno belli. Più
"correttamente" ancora: esistono i belli e i diversamente
belli.
P.S. - Proporrei di chiamare Telesforo Jacobelli di Piobbico non
"il re dei brutti", ma "il re dei diversamente belli";
e l'associazione di cui è presidente andrebbe chiamata I
Diversamente Belli di Piobbico. O magari, allargandoci un po', I
Perversamente Belli di Piobbico.
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 | 5.
CAVALIERI
ERRANTI
Sempre a proposito di cavalieri (con o senza relativo supporto
equino). E' fuori discussione che anche un cavaliere (attenzione: ho
detto "un" cavaliere, non "il" Cavaliere!) può
dire (e perfino fare) cavolate. Ci mancherebbe. Ne ha dette (e fatte)
diverse, per dire, anche quel <<bonaccione>> del cav. Ben-andato
Mussolini; che tutto era fuorché uno stupido. Ma se a un (qualsiasi)
cavaliere capita di dirne troppo spesso e troppo grosse - di cavolate
-, allora la tentazione è forte di chiamarlo non più CAVALIERE, ma CAVOLIERE
(= specializzato in cavolate).
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6.
CAMBIO DI
INIZIALE CON RILEVANZA ... STORIOGRAFICA
Studiosi estremamente seri e documentati vanno mettendo sempre più in
luce la forte componente magico-esoterica presente nel
nazismo hitleriano. Come dire:
MERLINO A BERLINO
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7.
SENSAZIONALE: RITROVATO UN FRAMMENTO PAOLINO
INEDITO !!!
Nel numero del settimanale "l'Espresso" datato 16
ottobre 2003, a pag. 83 (prima colonna, righe 23-24), il filosofo U.G.
- un autentico pezzo da novanta della cultura laica italiana - cita, a
sostegno della tesi che "non si accede alla verità se non
attraverso un contesto d'amore", un passo di S. Paolo.
Eccolo: "NON INTRATUR IN VERITATEM NISI PER CARITATEM"
; che significa esattamente (o quasi, sottilizzerebbe Eco) quanto
espresso dalla tesi sopra riportata.
Non pretendo di essere un grande esperto, ma il passo paolino mi
suonava - come dire - inedito . Un po' come il detto "MAXIMA
DEBETUR PUERO REVERENTIA" attribuito lustri fa, al Vangelo da
un altro peso massimo (in tutti i sensi) della cultura laica (che
però fa capo, stavolta, a "Panorama").
S.P.Q.R.
Per sincerarmi ho allora consultato persone più competenti di me:
Atalarico da Ripatransone, Villibrordo da Casalpusterlengo,
Gianeriprando da Pizzighettone, Ermenegildo da Abbiategrasso, Anatalone da Concorezzo, Pierguidubaldo da Forlimpopoli, Serapione da
Bagnacavallo, Nepomuceno da Poggibonsi, Spiridione da Lamporecchio,
Esuperanzio da Radicofani, Ricoverino da Massaciuccoli, Melchisedecco
da Rivisondoli, Sennaccheribbo da Roccapipirozzi; unitamente al loro
abate-priore Barsanufio da Cuccurano.
E tutti, tutti, dal primo all'ultimo - anzi: dall'ultimo al primo
- mi hanno assicurato che il passo
paolino citato dall'illustre professore è un vero e proprio inedito;
e che la sua scoperta è destinata a far impallidire il famoso
ritrovamento dei rotoli di Qumran (o del Mar Morto, che dir si voglia).
PS - Una gentile,
dottissima visitatrice - M.C.P.: iniziali rigorosamente non di
fantasia - ci informa che la frase in questione è tratta, in realtà,
da un'opera di S. Agostino: Contra Faustum, 41, 32,
18.
La disinvolta attribuzione all'apostolo Paolo resta comunque
sintomatica della conoscenza relativamente... sommaria che i nostri
intellettuali laici, anche di spicco, hanno dei testi fondamentali
della religione cristiana.
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8.
Un personaggio
pubblico italiano - del quale mi sfugge al momento il nome - è solito
affermare che <<a pensar male si fa peccato, ma ci si
azzecca>>. Forte di questa autorevolissima assicurazione, ho
sempre ritenuto (e sostenuto) che, quindi, l'on. Giulio Andreotti è
colpevole di tutte le accuse che lo riguardano (e magari anche di
altre e peggiori nefandezze).
Ora però salta fuori che, per la Giustizia italiana, il suddetto
onorevole risulta innocente rispetto a tutti gli addebiti. Morale: ho
fatto peccato e ho anche preso un abbaglio; ho messo a repentaglio la
mia salute eterna e ho anche fatto una figuraccia. Chi mi rifonderà i danni (morali, ma non per questo meno gravi)?
Competente mancia (una copia di Excuse the Pun) a chi mi
ricorderà il nome di quell'autorevole uomo politico italiano
sostenitore della tesi che "a pensar male ecc. ecc. ecc.".
Il mio e-mail è questo (lo ricordo): info@peterpun.it
.
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 | 9. Non è vero che
la sensibilità verso i "diritti degli animali" - i nostri fratelli
minori arriva a chiamarli qualcuno, più francescano di S.Francesco
- sia una caratteristica (un "lusso", direbbe il solito cinico
di complemento) di questi ultimi decenni. Neppure nella nostra
disinvolta Italiuccia.
"Il Corriere Adriatico" sta meritoriamente pubblicando la
fotostampa del suo predecessore diretto di cento (100) anni fa. (Si
chiamava allora "L'Ordine-Corriere delle Marche"). Ebbene, nel
numero datato 9-10 Dicembre 1903, a pag. 2 si poteva leggere la seguente
nota di cronaca (seguita dal relativo impagabile moralino):
<<P.A. - uccisore, anni addietro, di N.C. - è stato oggi
condannato a Lire 20 (venti) di multa perché percuoteva a sangue il
proprio asino. Proprio vero che i sanguinari cominciano col fare le loro
prime armi maltrattando gli animali >>.
N.B. - Superfluo sottolineare
che 100 anni fa venti lire erano una cifretta rispettabile.
- E dove sarebbe il gioco di parole che dovrebbe caratterizzare i nostri
stelloncini? - si chiederà qualcuno.
Semplice: non mi è venuto. La sorte di quel povero somarello - la multa
al suo bestiale padrone non lo risarcisce ahilui! - mi ha troppo
commosso. Capita: anche i dilettanti di ludolinguistica (= i giocoparolanti)
hanno un'anima. Animali, sì, ma con l'anima.
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 | 10.
Cambio di consonante
L'attore che impersona Carlo Farinelli, noto sopranista del
'700...
INDOSSANDO UN GRAZIOSO XXXXXXXX
SI ESIBISCE CANTANDO IN XXYXXXXX
NB - La soluzione in fondo
alla pagina
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 | 11. E così,
anche "donna" Rachele Guidi in Mussolini è entrata nel Grande
Dizionario Biografico degli Italiani (cronache di questi giorni).
Anche se con apprezzamenti tali (<<ignorante, rozza,
inadeguata...>>) da far passare a chiunque l'ambiziosa velleità
di entrare un giorno - hai visto mai? - a far parte del grande
repertorio sopra citato.
A questo proposito, ricordo che nell'estate del 1996 un settimanale a
grande tiratura riportò, con notevole evidenza, alcune
"rivelazioni" di Edda Mussolini (vedova Ciano), la figlia
del Duce. La quale avrebbe confidato di avere più volte assistito, da
bambina e da ragazza, a litigate furibonde tra papà Benito e mamma
Rachele; durante le quali sarebbe stata quest'ultima - vigorosa arzdora
(massaia rurale) romagnola - a sovrastare, anche fisicamente, il
"potente" (anche troppo, in tutti i sensi) consorte.
Da questa ghiotta notizia qualcuno ha ricavato la giullarata
che segue:
- A chi il battipanni? - A lei!
-Su chi il matterello? - Su lui!
L'ho letto (e spero non aver querele):
Benito le buscava da Rachele.
<<Io, Edda, coi miei occhi spesso vidi
Mussolini buscarle dalla Guidi>>.
Non sempre hanno la meglio i maschiettini
se la Guidi strigliava il Mussolini.
Non sempre in casa domina il marito
se Rachele strigliava il 'suo' Benito.
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 | 12. Giorni or
sono - mercoledì, 11.02.04, per la precisione - sulla prima pagina di
un quotidiano a diffusione nazionale (il compianto Fortebraccio lo
chiamava "Il Geniale") un noto collaboratore del medesimo -
fine politologo e che, a tempo perso, mastica anche di mistica
- apriva un suo intervento con una dotta e ghiotta citazione dantesca:
<<Ed eran due in uno e uno in due: così Dante ne L'Inferno
descrive un dannato che porta il capo reciso di un altro dannato>>.
Ora, non è per far concorrenza al Gran Pignolo (Mauro della Porta
Raffo) - ci mancherebbe! - ; ma va detto che l'affermazione riportata
contiene una inesattezza non trascurabile.
Inferno, canto XXVIII, versi 112-142 (cerchio VIII, bolgia 9:
seminatori di discordie): Dante vede un dannato che avanza tenendo in
mano, non il capo reciso di un altro reprobo, ma - orrorre
inedito e inaudito! - il suo proprio capo (come fosse
una lanterna) e per parlare col poeta lo solleva.
Certo, neanche la vista di qualcuno che sorregge la testa mozza di
un altro è delle più tranquillizzanti. (ma chissà quanti boia
avran compiuto questo pubblico gesto, prima, durante e dopo la
"civilissima" Rivoluzione Francese!). Ma proprio in questo
consiste la novità e la potenza della fantasia di Dante:
nell'immaginare un tizio decapitato che porta a spasso la propria
capoccia (con la quale, comunque, vede e parla). Aiuto, svengo!
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 | 13.
SOS DISPERATO
Messaggio e-mail
di un gentile visitatore: <<Non riesco a distinguere Marilyn
Manson da Eminem: potrebbe aiutarmi?>>.
Qualcuno potrebbe aiutarlo?
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 | 14.
LEBENSRAUM

- Ma come volete che in
quel fazzoletto di terra riescano a trovar posto addirittura due
stati?
- Ma non scherziamo. Non per due, ma per tre stati addirittura c'è
spazio in quell'area. Uno in superficie, uno in sotterranea e uno in
sopraelevata.
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 | 15.
- Voltaire? Un superficialone. Sì, un superficialone di talento.
- E i suoi pronipoti?
- I suoi pronipotini? Dei superficialotti: senza talento.
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 | 16. Quali furono
le precise, testuali parole che Stanley pronunciò nel momento in cui,
nel remoto 1871, "si imbatté" Livingstone, in piena savana?
<<Doctor Livingstone, I presume?>> oppure: <<Doctor
Livingstone, I suppose?>> ? Circolano infatti ambedue
le formulazioni.
- Uh, quante storie. Scommetto (I guess) che quello
yankee 'honoris causa' di Stanley - lavorava per il New York
Herald - avrà più o meno detto: <<Doc Livingst', I guess
!>>.

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 | 17.
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Sabato 11
dicembre 2004 |

Lunedì 13
dicembre 2004 |
Ma i grandi vignettisti
non si leggono neanche tra loro?
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18. Il testo
originale (in napoletano) di Tu scendi dalle stelle è di ben
altra intensità poetica rispetto a quello corrente. Sentite l'
"incipit":
Quanne nascette Ninno a Bettalemme
era notte e pareva mezze jorne
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19. "I
think I may need a bathroom break ?
Is this possible".

E' il testo, come tutti sanno, dello storico biglietto che G.W. Bush
passò tempo fa alla sua fidata collaboratrice Condoleeza Rice,
durante un importante meeting internazionale.
Da cui si deduce che l'uomo più potente del mondo conosce il punto
interrogativo, ma non sempre lo usa a proposito: lo mette dove non ci
vuole (prima frase) e lo omette dove invece sarebbe di rigore.
Possibile pietosa attenuante: la necessità fisiologica impellente gli
annebbiava le idee anche in fatto di punteggiatura.
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20. I
visitatori si saranno accorti che, incuranti delle bacchettate che ci
rifila il nostro "correttore ortografico", noi ci ostiniamo a scrivere ahimé e
ohimé
con l'accento acuto (e non grave).
Sapete perché ?
Tanto per cominciare: perché perché si scrive perché
(e non perchè ) ?
Perché, invece, caffè si scrive caffè (e
non caffé ) ?
Semplice: perché la e finale di perché è chiusa
(o stretta), quella di caffè è aperta (o larga).
Non è chi non veda che ahimé e ohimé sono
formati da due parti: l'interiezione ahi e ohi
+
la particella pronominale me e te. Ora,
con buona pace di alcune regioni d'Italia care alla Lega, l'ortoepia
ufficiale italiana insegna che me e te vanno pronunciate
con la e chiusa (o stretta che dir si voglia).
Lascio al cortese visitatore la conclusione.
P.S. - Sarò grato a chi vorrà
spiegarmi perché mai i dizionari italiani di uso corrente - quasi
all'unanimità - raccomandino un uso ortografico esattamente contrario
a quello da noi adottato. Che abbia cominciato un lessicografo
concittadino di Celentano e di Ornella Vanoni ? E che tutti gli altri
si siano docilmente "appecoronati" (come direbbero a
"Roma ladrona") ?
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21.
"Allora
abbiamo una banca" - così, stando a
certi 'origliamenti', avrebbe telefonato lo Smilzo al Coniugato.
L'on. Violante ha fatto notare che, in piemontese,
l'espressione non implica che il verbo sia necessariamente riferito
anche a chi parla (come vorrebbe la grammatica).
Notiamo una leggera imprecisione: quanto osservato da Violante non è
caratteristica esclusiva del dialetto piemontese. I grammatici hanno
sempre contemplato la possibilità di almeno tre plurali retorici:
il plurale maiestatis, il plurale modestiae e, infine,
il plurale etico o di affetto; che sarebbe meglio,
forse, definire di complicità (affettiva, naturalmente:
a scanso di equivoci).
A tal proposito si racconta, da tempo immemorabile, una celebre
barzelletta.
GIUDICE: - E così, abbiamo
rubato una bella sommetta...
IMPUTATO: - Io no di certo. Lei... e che ne
so?
PS. - Ricollegabile a questo argomento sarebbe anche lo
stelloncino n.
2 della sezione VIII,
dedicato a Padre Pio.
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22.
DON ABBONDIO... POST-FREUDIANO
I Promessi Sposi, cap. xxvi. Parla il card.
Federigo: "Ma guai s'io dovessi prender la mia debolezza per misura
del dovere altrui, per norma del mio insegnamento! [ ... ]
Ebbene, figliuolo e fratello... se voi sapete ch'io abbia, per
pusillanimità, per qualunque rispetto trascurato qualche mio obbligo,
ditemelo francamente, fatemi ravvedere [...] rimproveratemi
liberamente le mie debolezze... ".
"Oh che sant'uomo! ma che tormento! - pensava don Abbondio: -
anche sopra di sé: purché frughi, rimesti, critichi, inquisisca: anche
sopra di sé".
Oggi forse don Abbondio avrebbe detto: "Sua
Eminenza non è soltanto un
sadico della più bell'acqua.
E' anche un masochista con i controfiocchi".
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23.

(da "il Foglio"
di Venerdì 19 maggio 2006)
Vi dice niente questo spiritoso titolo del quotidiano diretto
dall'Elephantulus rubicans ?
L'avevate, per caso, già sentito ?
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24.

Versione inglese: At this time, I wish also to add that I am deeply sorry for the
reactions in some countries to a few passages of my address at the
University of Regensburg

Versione francese: En ce moment, je désire seulement ajouter que je suis vivement
attristé par les réactions suscitées par un bref passage de mon discours
à l'Université de Ratisbonne

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Soluzione al n.10:
farsetto, falsetto
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